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INTERVISTA AL PRESIDENTE
Apparsa su IL MASSIMILIANO, Aprile-Giugno 2008
VERONA Abbiamo incontrato
Costantino Turrini
Presidente della nuova
Associazione antiquaria.
Turrini non le sembra
un’idea fin troppo datata?
L’Associazione è nata
dall’idea di un gruppo di
antiquari della Pianura
veronese, in particolar
modo tra l’asse Bovolone /
Cerea zona storicamente
importante per il settore del
mobile che si è evoluta successivamente
nel settore
dell’arte e dell’antiquariato
giungendo ad essere negli
ultimi anni ad un punto di
riferimento per gli antiquari
italiani e non solo.
Sì, è vero che le Associazioni di categoria finora
si sono distinte, a parte rari
e fortunati casi, per la loro
immobilità, ed è per questo
che fin da subito abbiamo
voluto caratterizzarci come“gruppo operativo”, anche
attraverso l’adozione di
scopi a breve e lungo termine
molto precisi.
Quali sono gli obiettivi
della A.M.A. Pianura
Veneta?
Gli obiettivi sono molteplici:
promuovere, organizzare,
patrocinare esposizioni mostre e fiere di antichità
e arte a livello nazionale
e internazionale attraverso la formazione di un gruppo
di antiquari selezionati e
dinamici, che hanno la
volontà di collaborare tra
loro e stimolare il mercato
dell’arte e dell’antiquariato
tramite molteplici iniziative.
Oltre a questo in futuro
dare agli associati supporto
a livello di consulenza
fiscale, peritale e commerciale
per esempio anche
nei temi di esportazioni,
importazioni, rapporti con
le Sovrintendenze del
Ministero beni culturali…
Come dicevo prima ci
siamo voluti dare subito
degli scopi operativi; uno di questi è l’organizzazione di
un evento periodico all’interno
dell’arte Fiera di Cerea: “Arte & Antiquariato
Alla Fabbrica”, così
è denominato l’evento, vuole essere la proposta di
un modo completamente
nuovo di intendere le mostre mercato del settore.
Il primo esperimento è dei
giorni scorsi e ha visto la
partecipazione di una trentina
di operatori, non solo
della zona, che hanno raccolto
il nostro invito, ma
contiamo di arrivare verso
l’autunno a completare il
primo dei padiglioni con
almeno 60-70 espositori.
Si parla di tanto di codice deontologico come si comporta
l’Associazione in tal
senso?
L’Associazione è molto
sensibile a questo tema,
anzi è uno dei nostri primi obiettivi. infatti negli anni passati qualcuno ha approfittato
della buona fede del cliente finale per commerciare
prodotti non propriamente
originali. In particolar
modo nella nostra zona,
famosa anche per gli ottimi
artigiani restauratori del
mobile, che è stata “usata”
da alcuni commercianti del
settore provenienti da altre
zone d’Italia come serbatoio
di antiquariato “riprodotto” per arricchimento personale,
scaricando poi la
responsabilità di un eventuale perizia negativa sull’acquisto
del nostro territorio.
Ecco quindi la necessità
di sensibilizzare anche
attraverso delle conferenze
sia gli interessati del settore che l’appassionato d’arte.
L’Associazione è nata per
tutelare gli antiquari e i mercanti
d’arte, in che maniera?
L’antiquario è stato per
parecchi anni il “limone
spremuto”; in particolar
modo per gli enti privati
organizzatori di fiere ed
eventi, usando strutture
pubbliche per propri interessi,
imponendo agli espositori
costi che col tempo si
sono rivelati insostenibili e
fuori mercato.
Quindi tutelare l’antiquario
vuol dire dare la possibilità
agli addetti del settore
di mettere in mostra la
propria professionalità e
serietà ad un costo finalmente
sostenibile, cosa che
poi si ripercuote positivamente
sul prezzo finale;
questo sarà reso possibile
da un nuovo concetto di
organizzazione degli eventi,
che in una parola si può
definire “autogestione”.
Non è nient’altro che il
metodo organizzativo presente
nelle mostre “storiche” di 30 anni fa, e cioè
quando tali eventi partivano
da esigenze reali degli operatori e venivano gestiti
dagli operatori stessi senza
finalità di lucro, ma per promuovere il proprio lavoro
creando mercato e opportunità.
Ovviamente noi non
vogliamo propugnare un
semplice “ritorno al passato”, ma reinterpretare
modernamente proprio
quel modo di operare che
ha portato i nostri “anziani”
a creare, attraverso l’amore
per arte, un modo di intendere
la vita, il mercato, l’arredamento
che poi è diventato
una vera e propria
moda, ma che sta vivendo
la fine della sua parabola
discendente: da qui si può
solo ripartire, insomma.
Cosa intende concretamente
per “reinterpretare
modernamente” un’istanza
del passato?
Intendiamo cioè ripartire dall’autogestione, riprendere
a parlarci, frequentarci, a vivere il nostro lavoro in
modo collaborativo, non
come semplici “bottegai invidiosi” ognuno attento al
suo orticello. Qui si tratta
di riprendere in mano le sorti del nostro mestiere.
Allo stesso tempo però sappiamo
che non sempre l’antiquario
può occuparsi di
tutti gli aspetti organizzativi,
dato che oggigiorno possono
essere anche molto
complicati, pertanto è fondamentale
relazionarsi con
chi si occupa di marketing,
di cultura, di organizzazione
eventi, ma per farlo esigiamo
persone e società che
condividano con noi gli
scopi di tutto questo. Nel
nostro caso un valido supporto
lo stiamo trovando
nella collaborazione con il
portale www.e-antiqua.it
che nel nostro territorio in particolare si è già distinto
per la serietà dell’organizzazione
dei servizi offerti di
alcuni eventi di settore.
A chi è rivolta
l’Associazione, solo agli
antiquari e mercanti veneti
o siete aperti anche ad altre
zone?
Ci tengo a dire che
l’Associazione è aperta a
tutti i mercanti e commercianti che vogliono mettersi
insieme e partecipare attivamente
in maniera positiva, non tralasciando i principi
che hanno ispirato la
creazione di questo gruppo che sono in primis la serietà
dei nostri affiliati e la
qualità degli oggetti proposti. V’è da dire che ogni
zona ha le sue specificità,
pertanto la nostra
Associazione promuove in
primis la collaborazione
con altre strutture simili
che ne condividano le finalità,
in una sorta di “federalismo
associativo”.
Qual’è il ruolo che
dovrebbero avere le istituzioni
nella difesa del settore
e nella promozione dell’Associazione?
La prima cosa che abbiamo
fatto è stata quella di
rivolgersi subito alle istituzioni
per creare un rapporto
di collaborazione e condivisione
del nostro progetto
che non è solo commerciale
ma anche culturale,
trovando subito un’ampia
disponibilità da parte del
Comune di Cerea e dei
Comuni limitrofi. Uno dei
motivi che ci ha spinto a
creare questa associazione è proprio quello di far sentire
la nostra voce e sensibilizzare
tutti le istituzioni
preposte a venire incontro
alle esigenze di un settore
che in questi ultimi anni è
stato bistrattato e trascurato
e che invece ha bisogno,
visto la crisi in cui versa,
di un valido aiuto non solo
in termini economici ma
anche di un valido appoggio
a livello propositivo e di
comunicazione. Siamo
pronti a stringere accordi
con tutti coloro che dimostreranno
attenzione e
senso pratico; troppe volte
abbiamo visto esperienze
partite con le migliori
intenzioni, naufragare a
causa della mancanza di
senso pratico e del scorretto
utilizzo dei pochi finanziamenti devoluti.
Cosa si intende per antiquariato?
L’evoluzione nel campo
artistico ha fatto si che
l’antiquariato si adeguasse assumendo molte sfaccettature,
si è infatti sviluppato
in vari rami e ha e ha fatto si che l’interesse degli
appassionati sia indirizzato
oggi, non solo versol’antiquariato“classico” ma
verso altre forme come il
modernariato. In ogni caso
riteniamo, in linea con le
normative vigenti, definire
antico l’oggetto che ha più
di 50 anni.
L’antiquariato e l’arte in
genere risentono della crisi economica presente in
Italia?
Sicuramente, tuttavia l’andamento economico
limita ma non preclude l’appassionato a togliersi
qualche soddisfazione,
tenendo conto che questi
beni rappresentano ancora
un’ottima alternativa “speculativa”
di investimento
come spesso viene evidenziato
nelle riviste economiche
mondiali.
Come vi muovete a livello
di comunicazione?
Il marketing è diventato
ai nostri tempi di fondamentale
importanza. L’Associazione si è adeguata
ai nuovi sistemi di comunicazione
impostando una
campagna a 360 gradi.
Quindi la presenza di un
ufficio stampa che si occupa
di divulgare le iniziative
in atto, la massiccia presenza
in Internet anche tramite un sito web, la collaborazione
già precedentemente
ricordate con il Portale e-antiqua.it, la presenza
fisica nei mercati con
la distribuzione di materiale
informativo e non ultimi i
colloqui al domicilio dell’antiquario,
sono alcune
delle iniziative per far conoscere
a tutti, inizialmente il
nostro progetto “Arte &
Antiquariato alla
Fabbrica”…
Quante edizioni avete
programmato?
In collaborazione con
l’Ente Fiera “La Fabbrica”
ha stilato un programma annuale per la mostra
“Arte e antiquariato alla
Fabbrica” che prevede
quattro diverse edizioni
una già sviluppata con successo
e le altre che si terranno
nei giorni 26-27
Aprile, 25-26 Ottobre, 29-
30 Novembre.
Sono previste altre mostre
in diverse location?
Sicuramente non ci precludiamo
niente, abbiamo
intenzione di crescere e di collaborare con enti
Pubblici e Associazioni per
far nascere e sviluppare qualsiasi iniziativa riterremo
interessante in linea
con gli scopi e i principi
della nostra Associazione e
della nostra Categoria.
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